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	<title>Alessandra Nardi Life Coach - Pedagogista &#187; adolescenti</title>
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	<description>Alessandra Nardi  Life Coach - Pedagogista</description>
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		<title>Genitori, figli e&#8230; scuola!</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 13:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Una mattina di qualche mese fa, ero nell’atrio di un Istituto scolastico. A breve avrei dovuto fare un laboratorio con una classe di Quinta superiore e stavo aspettando un incaricato che mi accompagnasse in aula.</p>
<p style="text-align: left;">Un&#8217; insegnante mi vede e capisce che sono una persona esterna:</p>
<p style="text-align: left;">”Buongiorno signora, ha bisogno? E’ la mamma di uno studente?”</p>
<p style="text-align: left;">La saluto anch’io, e: “No, non sono una mamma, sono una consulente esterna, sto aspettando di iniziare un’attività in una classe…”</p>
<p style="text-align: left;">L’insegnante prontamente “In effetti avevo il dubbio che non fosse un genitore…Lei non ha il viso preoccupato!”.</p>
<p style="text-align: left;">Sorridiamo entrambe e poi quando mi ritrovo sola, rifletto…</p>
<p style="text-align: left;">Penso al momento in cui inizia il percorso scolastico di un bambino e ai molti genitori che entrano quasi subito in crisi: aspettative, sogni, desiderio che si impegni, che ottenga dei risultati, diventano il fattore che rischia di segnare, negli anni, il rapporto con i figli e la serenità della vita familiare.</p>
<p style="text-align: left;">Penso ai tanti genitori, preoccupati, che varcano la soglia della scuola dove è iscritto il proprio figlio o la propria figlia per affrontare un colloquio con i professori, i giudizi, l’esito di fine anno.</p>
<p style="text-align: left;">Negli anni, il rendimento scolastico è, spesso, la prima causa di conflitto fra genitori e figlio adolescente.</p>
<p style="text-align: left;">Certo è comprensibile che un genitore desideri il meglio per il proprio figlio e l’istruzione è sicuramente uno degli obiettivi che si aspetta che il figlio raggiunga. Oggi anche se la scuola non è più percepita come il contesto che garantisce la realizzazione di un futuro lavorativo, resta comunque il contesto dove la famiglia ripone molte aspettative.</p>
<p style="text-align: left;">Ma è giusto che questa aspettativa diventi così forte e pervasiva da minare rapporti e serenità familiari?</p>
<p style="text-align: left;">Certamente no!</p>
<p style="text-align: left;">Genitori che si sentono chiamati a fare, quasi in parallelo, il percorso scolastico del proprio figlio: verifica costante dello studio, aspettative e ansie in prossimità di compiti in classe e interrogazioni, minacce, promesse, con una abnegazione che sicuramente è data dal sincero desiderio di aiutare il figlio ad affrontare le sfide della vita, ma che, più spesso, rischiano di essere vissute dall’adolescente come controllo e mancanza di fiducia nelle sue capacità.</p>
<p style="text-align: left;">A questo proposito mi sento di ricordare alcuni aspetti che ritengo importanti soprattutto quando il figlio entra nell’adolescenza:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li><strong>La scuola è un impegno che riguarda il figlio o la figlia</strong>. Quando un ragazzo ottiene dei buoni risultati il merito è suo; e se prende un brutto voto, anche quello è un suo risultato e non (come ogni tanto qualche genitore mi dice), un voto di demerito dato alla famiglia. L&#8217;esecuzione dei compiti o verificare che lo zaino sia a posto, deve essere, sempre più, un&#8217;attenzione e un impegno dell&#8217;adolescente.</li>
<li><strong>Lasciare</strong>, anche se può essere difficile, <strong>le redini del controllo</strong> (che non vuole dire “allora fai quello che vuoi!”) nella gestione dei tempi scolastici e metodi di studio, a favore di una maggiore autonomia che può passare anche attraverso errori o fallimenti dell’adolescente (arrivo in ritardo a scuola, non mi preparo sufficientemente), ma che costituiscono, se valutati poi insieme ai genitori, i fattori perché egli apprenda anche nuove strategie e nuovi modi per affrontare gli ostacoli;</li>
<li>Avere un <strong>sincero interesse </strong>nei confronti di eventuali passioni che il proprio figlio o la propria figlia possono nutrire anche verso altri ambiti, oltre la scuola (sportivi, artistici, relazionali, informatici…) e che spesso sono rivelatori di lati nuovi e positivi che caratterizzano l’adolescente come persona che sta costruendo il suo futuro;</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Un figlio adolescente sicuramente passa attraverso anni di conoscenza e ridefinizione della sua identità personale e sociale, che può essere fonte di timori ansie, incertezze.</p>
<p style="text-align: left;">Tutto però può diventare molto più complesso se, oltre a dover gestire le proprie emozioni, egli deve affrontare i sensi di colpa (che possono tramutarsi in rabbia e insofferenza) che gli procurano il vedere un genitore ansioso e preoccupato per lui, soprattutto se a causa di uno scarso rendimento scolastico.</p>
<p style="text-align: left;">In fondo la domanda che un’adolescente pone ai propri familiari è: “Mi volete veramente bene? Mi apprezzate lo stesso, indipendentemente dai risultati scolastici?”</p>
<p style="text-align: left;">Oggi più che mai la propria identità non proviene da un’eredità tramandata da padre in figlio, ma dalla ricerca autentica di sé stessi e dalla capacità di sapersi affermare in un contesto, come quello odierno, in continuo mutamento. E questo richiede di mettere in gioco creatività, originalità, ma anche autonomia, che si crea se come genitore offro il mio parere, propongo alternative e mi pongo come esempio di persona che ha realizzato la propria vocazione, prima ancora di volere realizzare quella del figlio.</p>
<p style="text-align: left;">E’ un percorso di crescita per certi versi più complesso rispetto a quello di ieri e che necessità la presenza di <strong>adulti sereni e con i nervi saldi</strong>; adulti che possano essere, concretamente, la base sicura dove un adolescente sa di poter approdare in caso di bisogno</p>
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		<title>Con gli adolescenti, dialogo sì, ma come?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2014 14:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso gli adulti ed in particolare coloro che svolgono un ruolo genitoriale, si sentono dire che con gli adolescenti è importante “tenere aperta la porta del dialogo”. Ma in che modo dimostrare di essere disponibili al dialogo? Quali sono i principali atteggiamenti da prendere in considerazione? Ecco alcune modalità che possono essere utili a chi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso gli adulti ed in particolare coloro che svolgono un ruolo genitoriale, si sentono dire che con gli adolescenti è importante “tenere aperta la porta del dialogo”.</p>
<p>Ma in che modo dimostrare di essere disponibili al dialogo? Quali sono i principali atteggiamenti da prendere in considerazione?</p>
<p>Ecco alcune modalità che possono essere utili a chi desidera mantenere il canale della comunicazione aperto o instaurare una buona relazione comunicativa con gli adolescenti:<span id="more-799"></span></p>
<p><strong>SCEGLIERE I MOMENTI OPPORTUNI</strong> Scegliere il momento migliore per affrontare situazioni delicate o un argomento importante. Evitare perciò la fretta e le frasi dettate dall’impulso, dette sull’uscio della porta di casa o poco prima di una partenza che magari separa per giorni e che poi lascia strascichi emotivi.</p>
<p><strong>ASCOLTARE </strong>Una delle lamentele più comuni degli adolescenti è che gli adulti e i genitori non li ascoltano. Per ascoltare è necessario prestare attenzione veramente, lasciando perdere, quello che si sta facendo in quel momento. Può essere utile mentre si dialoga, anche riformulare ogni tanto, quello che l’adolescente sta dicendo, per vedere se si è realmente capito il suo pensiero.</p>
<p><strong>ESSERE SINTETICI </strong>non ripetete sempre lo stesso concetto, non dilungatevi troppo, il rischio predica è dietro l’angolo e questo innervosisce chiunque, soprattutto un adolescente.</p>
<p><strong>USARE L’UMORISMO</strong> ribadisco umorismo! No sarcasmo, no cinismo. L’umorismo è una potenzialità che permette di ridere delle situazioni, di sdrammatizzare e alleggerire aspetti della vita, ma non li banalizza mai, né tanto meno offende le persone. E’ un ridere “con”, non un ridere “di”.</p>
<p><strong>SE SI DEVE DISCUTERE, FARLO PER LE COSE IMPORTANTI </strong>Questo è un consiglio rivolto soprattutto ai genitori. Anche le vostre energie sono importanti e vanno dosate; sarà perciò più utile spenderle per le giuste cause<strong>. </strong>Chiedetevi “questa situazione mina dei valori importanti, la salute di mio figlio, il rispetto per le persone, oppure posso lasciare un po’ correre?”. In questo modo concentrerete, forse in modo più proficuo, la vostra attenzione verso ciò che è veramente rilevante.</p>
<p><strong>RICORDARE CHE E’ UN ADOLESCENTE </strong>In fondo sbagliare, non portare a termine un compito, essere alle volte contraddittori è parte della crescita che chiede sperimentazione e anche errori. Parlatene insieme, sapendo però che non è ancora un adulto (e riconoscendo anche che gli adulti, in fatto di coerenza, alle volte, hanno ancora da imparare).</p>
<p><strong>SE CI SI ACCORGE DI AVERE TORTO, SCUSARSI </strong>Può succedere di perdere il controllo, di avere giudicato una situazione in modo affrettato, di avere ecceduto nel rimprovero; chiedere scusa, anche se si è genitori (e direi soprattutto se lo si è), è un atto di umiltà, che sarà apprezzato e non sarà di certo vissuto come una debolezza.</p>
<p>Infine l’atteggiamento più importante:</p>
<p><strong>ESSERE PORTATORI DI SPERANZA</strong> Gli adolescenti amano gli adulti appassionati della vita e del loro lavoro; amano coloro che pur nelle difficoltà dimostrano coraggio, tenacia, integrità, che trasmettono positività per sé stessi e agli altri.</p>
<p>Su questo Umberto Galimberti, psicoanalista, filosofo e docente universitario, è stato tassativo:</p>
<p><em>“La persona senza speranza è un Killer di adolescenti”.</em></p>
<p>Bibliografia: G.Giuffredi, L. Stanchieri &#8220;Adolescenti istruzioni per l&#8217;uso&#8221; De Agostini editore</p>
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