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	<title>Alessandra Nardi Life Coach - Pedagogista &#187; ascolto</title>
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	<description>Alessandra Nardi  Life Coach - Pedagogista</description>
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		<title>Teen coaching: una risposta a sostegno dell&#8217;adolescente (e della famiglia)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 09:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, in famiglia, la relazione educativa è basata, più che in passato, sull’amore incondizionato e sulla fiducia. I genitori crescono i figli nella speranza e aspettativa che possano sviluppare attitudini e realizzare le proprie aspirazioni, nonostante un futuro prospettato e veicolato più come minaccioso, che portatore di opportunità. Quando un figlio entra nella fase adolescenziale, possono comparire, però, dubbi e incertezze su come [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Oggi, in famiglia, la relazione educativa è basata, più che in passato, sull’amore incondizionato e sulla fiducia. I genitori crescono i figli nella speranza e aspettativa che possano sviluppare attitudini e realizzare le proprie aspirazioni, nonostante un futuro prospettato e veicolato più come minaccioso, che portatore di opportunità. Quando un figlio entra nella fase adolescenziale, possono comparire, però, dubbi e incertezze su come agire, soprattutto se ci si accorge che egli sta vivendo un momento di difficoltà e non si sa come aiutarlo.</p>
<p>I segnali di una mancata espressione di sé, da parte di un adolescente, possono essere diversi e ne cito solo alcuni: noia, insofferenza, apatia, uno scarso rendimento scolastico. Se un ragazzo o una ragazza, non riesce a trovare i contesti per esprimere al meglio le proprie potenzialità, è facile che viva una profonda crisi esistenziale e che abbia difficoltà a orientarsi sia in ambito scolastico che al di fuori di esso.</p>
<p><strong>Che cos’è il Teen Coaching?</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il Teen Coaching (teen= adolescente) è un metodo attento allo sviluppo individuale dell’adolescente, che lo aiuta ad affrontare al meglio questa fase della sua vita.</span></p>
<p>Il Coach è un professionista che affianca e accompagna l’adolescente nel percorso di coaching e si pone come una figura non direttiva nel processo di scoperta delle sue potenzialità. L’obiettivo è di lavorare proprio sugli elementi di forza, sulle forme di felicità, sulle attitudini che l&#8217;adolescente ha in sé, ma che può non essere consapevole di avere o che non riesce ad esprimere al meglio.</p>
<p>Per fare questo, nella relazione di coaching, ci si concentra sulle esperienze dell’adolescente (sportive, relazionali, scolastiche &#8230;), che permettano di far emergere quelle caratteristiche positive e quei punti di forza su cui far leva, &#8220;allenarli&#8221; e creare le basi per elaborare obiettivi futuri, in armonia con i suoi desideri e le sue aspirazioni.</p>
<p>I genitori, con tempi e modi differenti, sono coinvolti nel percorso, ma è importante sottolineare che il protagonista, resta comunque il ragazzo o la ragazza.</p>
<p><strong>Il Teen Coaching come?</strong></p>
<p>Il Coaching in sostegno dell’adolescente si sviluppa attraverso un primo incontro di consultazione con i genitori e con la spiegazione del metodo del Coaching; seguono poi tre sessioni, di un&#8217;ora ciascuna, con l’adolescente, al termine delle quali il ragazzo o la ragazza, può decidere, liberamente, se continuare o meno il percorso. Di seguito viene fissata una nuova sessione con i genitori; il rapporto è di circa tre/quattro sessioni con l’adolescente e uno con i genitori, per un periodo che si concorderà preliminarmente insieme.</p>
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		<title>Nel rapporto con i figli, unire cuore e ragione</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 09:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ innegabile che il desiderio di un genitore è che il proprio figlio sia felice, che affronti la vita con successo, che realizzi le sue aspirazioni e i suoi desideri. Oggi però, ci si trova nella complessa situazione di non avere, in campo educativo, le strade tracciate; l’incertezza su più livelli, economici, culturali, sociali e morali pongono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ innegabile che il desiderio di un genitore è che il proprio figlio sia felice, che affronti la vita con successo, che realizzi le sue aspirazioni e i suoi desideri.</p>
<p>Oggi però, ci si trova nella complessa situazione di non avere, in campo educativo, le strade tracciate; l’incertezza su più livelli, economici, culturali, sociali e morali pongono gli educatori ed in particolare la famiglia, a muoversi senza una bussola che indichi una rotta certa.</p>
<p>Il timore per il futuro visto più come minaccia che come opportunità, pone i genitori di fronte ad un bivio: da un lato il desiderio di avere fiducia nelle potenzialità che il proprio figlio esprime e dall’altro, la paura che, nonostante ciò, non riesca a fare fronte alle sfide che la vita gli porta.</p>
<p>Allora ecco che spesso scattano i meccanismi di protezione, di accudimento continuo, che se protratti in modo immutevole negli anni, rischiano di togliere spazi di movimento e di decisione al proprio figlio proprio quando, entrando nella fase dell’adolescenza, egli stesso preme per una maggiore autonomia.</p>
<p>Allora che fare?</p>
<p>Di fronte alle difficoltà e alle incertezze educative quotidiane, un genitore deve trovare forza da un primo importante elemento; l’amore che egli prova per il proprio figlio.</p>
<p>Attenzione però! Un amore che seppure incondizionato, non deve essere, né cieco, né acritico!</p>
<p>Roberto Assaggioli, padre della Psicosintesi diceva che nella vita è necessario “avere un cuore che pensa e una mente che ama”. Nel pensiero del Coaching umanistico si parla di “pensiero emozionato”.</p>
<p>Collegare cioè cuore e mente in modo che si influenzino a vicenda e che permettano ai genitori di accettare che il proprio figlio sta crescendo e che tra errori, successi e obiettivi raggiunti o da raggiungere, egli sta cambiando; questo cambiamento è inevitabile e costante e accettarlo, insegna a guardare con occhi sempre nuovi, l’adulto che egli sta diventando.</p>
<p>E’ chiaro perciò che anche il comportamento di un genitore, necessariamente, negli anni si deve modificare, in relazione alle esigenze di autonomia e di diritti/doveri che anche per un figlio cambiano in merito a gestione degli orari, impegni e responsabilità scolastiche, interessi sportivi, culturali, contributo all’organizzazione familiare…;</p>
<p>L’atteggiamento di un genitore è quello di continuare ad esserci e ad amare il proprio figlio, ma in modo curioso e creativo, con un atteggiamento che dosi vicinanza e distanza.</p>
<ul>
<li>Ci si affianca, ma non ci si sovrappone;</li>
<li>Si chiede e ci si interessa sinceramente della sua vita, ma non si indaga;</li>
<li>Si osserva, ma non si controlla;</li>
<li>In caso di bisogno, si supporta, ma non ci si sostituisce.</li>
</ul>
<p>Questo per realizzare quanto, meglio di me, ha scritto Hodding Carter,</p>
<p><em>“Ci sono due cose durature che possiamo sperare di lasciare in eredità ai nostri figli; le radici e leali”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Con gli adolescenti, dialogo sì, ma come?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2014 14:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso gli adulti ed in particolare coloro che svolgono un ruolo genitoriale, si sentono dire che con gli adolescenti è importante “tenere aperta la porta del dialogo”. Ma in che modo dimostrare di essere disponibili al dialogo? Quali sono i principali atteggiamenti da prendere in considerazione? Ecco alcune modalità che possono essere utili a chi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso gli adulti ed in particolare coloro che svolgono un ruolo genitoriale, si sentono dire che con gli adolescenti è importante “tenere aperta la porta del dialogo”.</p>
<p>Ma in che modo dimostrare di essere disponibili al dialogo? Quali sono i principali atteggiamenti da prendere in considerazione?</p>
<p>Ecco alcune modalità che possono essere utili a chi desidera mantenere il canale della comunicazione aperto o instaurare una buona relazione comunicativa con gli adolescenti:<span id="more-799"></span></p>
<p><strong>SCEGLIERE I MOMENTI OPPORTUNI</strong> Scegliere il momento migliore per affrontare situazioni delicate o un argomento importante. Evitare perciò la fretta e le frasi dettate dall’impulso, dette sull’uscio della porta di casa o poco prima di una partenza che magari separa per giorni e che poi lascia strascichi emotivi.</p>
<p><strong>ASCOLTARE </strong>Una delle lamentele più comuni degli adolescenti è che gli adulti e i genitori non li ascoltano. Per ascoltare è necessario prestare attenzione veramente, lasciando perdere, quello che si sta facendo in quel momento. Può essere utile mentre si dialoga, anche riformulare ogni tanto, quello che l’adolescente sta dicendo, per vedere se si è realmente capito il suo pensiero.</p>
<p><strong>ESSERE SINTETICI </strong>non ripetete sempre lo stesso concetto, non dilungatevi troppo, il rischio predica è dietro l’angolo e questo innervosisce chiunque, soprattutto un adolescente.</p>
<p><strong>USARE L’UMORISMO</strong> ribadisco umorismo! No sarcasmo, no cinismo. L’umorismo è una potenzialità che permette di ridere delle situazioni, di sdrammatizzare e alleggerire aspetti della vita, ma non li banalizza mai, né tanto meno offende le persone. E’ un ridere “con”, non un ridere “di”.</p>
<p><strong>SE SI DEVE DISCUTERE, FARLO PER LE COSE IMPORTANTI </strong>Questo è un consiglio rivolto soprattutto ai genitori. Anche le vostre energie sono importanti e vanno dosate; sarà perciò più utile spenderle per le giuste cause<strong>. </strong>Chiedetevi “questa situazione mina dei valori importanti, la salute di mio figlio, il rispetto per le persone, oppure posso lasciare un po’ correre?”. In questo modo concentrerete, forse in modo più proficuo, la vostra attenzione verso ciò che è veramente rilevante.</p>
<p><strong>RICORDARE CHE E’ UN ADOLESCENTE </strong>In fondo sbagliare, non portare a termine un compito, essere alle volte contraddittori è parte della crescita che chiede sperimentazione e anche errori. Parlatene insieme, sapendo però che non è ancora un adulto (e riconoscendo anche che gli adulti, in fatto di coerenza, alle volte, hanno ancora da imparare).</p>
<p><strong>SE CI SI ACCORGE DI AVERE TORTO, SCUSARSI </strong>Può succedere di perdere il controllo, di avere giudicato una situazione in modo affrettato, di avere ecceduto nel rimprovero; chiedere scusa, anche se si è genitori (e direi soprattutto se lo si è), è un atto di umiltà, che sarà apprezzato e non sarà di certo vissuto come una debolezza.</p>
<p>Infine l’atteggiamento più importante:</p>
<p><strong>ESSERE PORTATORI DI SPERANZA</strong> Gli adolescenti amano gli adulti appassionati della vita e del loro lavoro; amano coloro che pur nelle difficoltà dimostrano coraggio, tenacia, integrità, che trasmettono positività per sé stessi e agli altri.</p>
<p>Su questo Umberto Galimberti, psicoanalista, filosofo e docente universitario, è stato tassativo:</p>
<p><em>“La persona senza speranza è un Killer di adolescenti”.</em></p>
<p>Bibliografia: G.Giuffredi, L. Stanchieri &#8220;Adolescenti istruzioni per l&#8217;uso&#8221; De Agostini editore</p>
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