<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessandra Nardi Life Coach - Pedagogista &#187; pedagogia</title>
	<atom:link href="https://www.alessandranardi.it/tag/pedagogia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.alessandranardi.it</link>
	<description>Alessandra Nardi  Life Coach - Pedagogista</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Mar 2022 17:12:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.9.40</generator>
	<item>
		<title>Nel rapporto con i figli, unire cuore e ragione</title>
		<link>https://www.alessandranardi.it/nel-rapporto-con-i-figli-unire-ragione-e-cuore/</link>
		<comments>https://www.alessandranardi.it/nel-rapporto-con-i-figli-unire-ragione-e-cuore/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 09:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandranardi.it/?p=867</guid>
		<description><![CDATA[E’ innegabile che il desiderio di un genitore è che il proprio figlio sia felice, che affronti la vita con successo, che realizzi le sue aspirazioni e i suoi desideri. Oggi però, ci si trova nella complessa situazione di non avere, in campo educativo, le strade tracciate; l’incertezza su più livelli, economici, culturali, sociali e morali pongono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ innegabile che il desiderio di un genitore è che il proprio figlio sia felice, che affronti la vita con successo, che realizzi le sue aspirazioni e i suoi desideri.</p>
<p>Oggi però, ci si trova nella complessa situazione di non avere, in campo educativo, le strade tracciate; l’incertezza su più livelli, economici, culturali, sociali e morali pongono gli educatori ed in particolare la famiglia, a muoversi senza una bussola che indichi una rotta certa.</p>
<p>Il timore per il futuro visto più come minaccia che come opportunità, pone i genitori di fronte ad un bivio: da un lato il desiderio di avere fiducia nelle potenzialità che il proprio figlio esprime e dall’altro, la paura che, nonostante ciò, non riesca a fare fronte alle sfide che la vita gli porta.</p>
<p>Allora ecco che spesso scattano i meccanismi di protezione, di accudimento continuo, che se protratti in modo immutevole negli anni, rischiano di togliere spazi di movimento e di decisione al proprio figlio proprio quando, entrando nella fase dell’adolescenza, egli stesso preme per una maggiore autonomia.</p>
<p>Allora che fare?</p>
<p>Di fronte alle difficoltà e alle incertezze educative quotidiane, un genitore deve trovare forza da un primo importante elemento; l’amore che egli prova per il proprio figlio.</p>
<p>Attenzione però! Un amore che seppure incondizionato, non deve essere, né cieco, né acritico!</p>
<p>Roberto Assaggioli, padre della Psicosintesi diceva che nella vita è necessario “avere un cuore che pensa e una mente che ama”. Nel pensiero del Coaching umanistico si parla di “pensiero emozionato”.</p>
<p>Collegare cioè cuore e mente in modo che si influenzino a vicenda e che permettano ai genitori di accettare che il proprio figlio sta crescendo e che tra errori, successi e obiettivi raggiunti o da raggiungere, egli sta cambiando; questo cambiamento è inevitabile e costante e accettarlo, insegna a guardare con occhi sempre nuovi, l’adulto che egli sta diventando.</p>
<p>E’ chiaro perciò che anche il comportamento di un genitore, necessariamente, negli anni si deve modificare, in relazione alle esigenze di autonomia e di diritti/doveri che anche per un figlio cambiano in merito a gestione degli orari, impegni e responsabilità scolastiche, interessi sportivi, culturali, contributo all’organizzazione familiare…;</p>
<p>L’atteggiamento di un genitore è quello di continuare ad esserci e ad amare il proprio figlio, ma in modo curioso e creativo, con un atteggiamento che dosi vicinanza e distanza.</p>
<ul>
<li>Ci si affianca, ma non ci si sovrappone;</li>
<li>Si chiede e ci si interessa sinceramente della sua vita, ma non si indaga;</li>
<li>Si osserva, ma non si controlla;</li>
<li>In caso di bisogno, si supporta, ma non ci si sostituisce.</li>
</ul>
<p>Questo per realizzare quanto, meglio di me, ha scritto Hodding Carter,</p>
<p><em>“Ci sono due cose durature che possiamo sperare di lasciare in eredità ai nostri figli; le radici e leali”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.alessandranardi.it/nel-rapporto-con-i-figli-unire-ragione-e-cuore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genitori, figli e&#8230; scuola!</title>
		<link>https://www.alessandranardi.it/genitori-figli-e-scuola-4/</link>
		<comments>https://www.alessandranardi.it/genitori-figli-e-scuola-4/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 13:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[rendimento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandranardi.it/?p=841</guid>
		<description><![CDATA[Una mattina di qualche mese fa, ero nell’atrio di un Istituto scolastico. A breve avrei dovuto fare un laboratorio con una classe di Quinta superiore e stavo aspettando un incaricato che mi accompagnasse in aula. Un&#8217; insegnante mi vede e capisce che sono una persona esterna: ”Buongiorno signora, ha bisogno? E’ la mamma di uno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una mattina di qualche mese fa, ero nell’atrio di un Istituto scolastico. A breve avrei dovuto fare un laboratorio con una classe di Quinta superiore e stavo aspettando un incaricato che mi accompagnasse in aula.</p>
<p style="text-align: left;">Un&#8217; insegnante mi vede e capisce che sono una persona esterna:</p>
<p style="text-align: left;">”Buongiorno signora, ha bisogno? E’ la mamma di uno studente?”</p>
<p style="text-align: left;">La saluto anch’io, e: “No, non sono una mamma, sono una consulente esterna, sto aspettando di iniziare un’attività in una classe…”</p>
<p style="text-align: left;">L’insegnante prontamente “In effetti avevo il dubbio che non fosse un genitore…Lei non ha il viso preoccupato!”.</p>
<p style="text-align: left;">Sorridiamo entrambe e poi quando mi ritrovo sola, rifletto…</p>
<p style="text-align: left;">Penso al momento in cui inizia il percorso scolastico di un bambino e ai molti genitori che entrano quasi subito in crisi: aspettative, sogni, desiderio che si impegni, che ottenga dei risultati, diventano il fattore che rischia di segnare, negli anni, il rapporto con i figli e la serenità della vita familiare.</p>
<p style="text-align: left;">Penso ai tanti genitori, preoccupati, che varcano la soglia della scuola dove è iscritto il proprio figlio o la propria figlia per affrontare un colloquio con i professori, i giudizi, l’esito di fine anno.</p>
<p style="text-align: left;">Negli anni, il rendimento scolastico è, spesso, la prima causa di conflitto fra genitori e figlio adolescente.</p>
<p style="text-align: left;">Certo è comprensibile che un genitore desideri il meglio per il proprio figlio e l’istruzione è sicuramente uno degli obiettivi che si aspetta che il figlio raggiunga. Oggi anche se la scuola non è più percepita come il contesto che garantisce la realizzazione di un futuro lavorativo, resta comunque il contesto dove la famiglia ripone molte aspettative.</p>
<p style="text-align: left;">Ma è giusto che questa aspettativa diventi così forte e pervasiva da minare rapporti e serenità familiari?</p>
<p style="text-align: left;">Certamente no!</p>
<p style="text-align: left;">Genitori che si sentono chiamati a fare, quasi in parallelo, il percorso scolastico del proprio figlio: verifica costante dello studio, aspettative e ansie in prossimità di compiti in classe e interrogazioni, minacce, promesse, con una abnegazione che sicuramente è data dal sincero desiderio di aiutare il figlio ad affrontare le sfide della vita, ma che, più spesso, rischiano di essere vissute dall’adolescente come controllo e mancanza di fiducia nelle sue capacità.</p>
<p style="text-align: left;">A questo proposito mi sento di ricordare alcuni aspetti che ritengo importanti soprattutto quando il figlio entra nell’adolescenza:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li><strong>La scuola è un impegno che riguarda il figlio o la figlia</strong>. Quando un ragazzo ottiene dei buoni risultati il merito è suo; e se prende un brutto voto, anche quello è un suo risultato e non (come ogni tanto qualche genitore mi dice), un voto di demerito dato alla famiglia. L&#8217;esecuzione dei compiti o verificare che lo zaino sia a posto, deve essere, sempre più, un&#8217;attenzione e un impegno dell&#8217;adolescente.</li>
<li><strong>Lasciare</strong>, anche se può essere difficile, <strong>le redini del controllo</strong> (che non vuole dire “allora fai quello che vuoi!”) nella gestione dei tempi scolastici e metodi di studio, a favore di una maggiore autonomia che può passare anche attraverso errori o fallimenti dell’adolescente (arrivo in ritardo a scuola, non mi preparo sufficientemente), ma che costituiscono, se valutati poi insieme ai genitori, i fattori perché egli apprenda anche nuove strategie e nuovi modi per affrontare gli ostacoli;</li>
<li>Avere un <strong>sincero interesse </strong>nei confronti di eventuali passioni che il proprio figlio o la propria figlia possono nutrire anche verso altri ambiti, oltre la scuola (sportivi, artistici, relazionali, informatici…) e che spesso sono rivelatori di lati nuovi e positivi che caratterizzano l’adolescente come persona che sta costruendo il suo futuro;</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Un figlio adolescente sicuramente passa attraverso anni di conoscenza e ridefinizione della sua identità personale e sociale, che può essere fonte di timori ansie, incertezze.</p>
<p style="text-align: left;">Tutto però può diventare molto più complesso se, oltre a dover gestire le proprie emozioni, egli deve affrontare i sensi di colpa (che possono tramutarsi in rabbia e insofferenza) che gli procurano il vedere un genitore ansioso e preoccupato per lui, soprattutto se a causa di uno scarso rendimento scolastico.</p>
<p style="text-align: left;">In fondo la domanda che un’adolescente pone ai propri familiari è: “Mi volete veramente bene? Mi apprezzate lo stesso, indipendentemente dai risultati scolastici?”</p>
<p style="text-align: left;">Oggi più che mai la propria identità non proviene da un’eredità tramandata da padre in figlio, ma dalla ricerca autentica di sé stessi e dalla capacità di sapersi affermare in un contesto, come quello odierno, in continuo mutamento. E questo richiede di mettere in gioco creatività, originalità, ma anche autonomia, che si crea se come genitore offro il mio parere, propongo alternative e mi pongo come esempio di persona che ha realizzato la propria vocazione, prima ancora di volere realizzare quella del figlio.</p>
<p style="text-align: left;">E’ un percorso di crescita per certi versi più complesso rispetto a quello di ieri e che necessità la presenza di <strong>adulti sereni e con i nervi saldi</strong>; adulti che possano essere, concretamente, la base sicura dove un adolescente sa di poter approdare in caso di bisogno</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.alessandranardi.it/genitori-figli-e-scuola-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>133</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
